Il progetto INSPIREE raggiunge un nuovo traguardo nel percorso verso l’industrializzazione di una tecnologia innovativa per il recupero delle terre rare dai magneti permanenti. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha infatti concesso a Itelyum, capofila del progetto e leader nazionale nonché player internazionale riconosciuto nella gestione e valorizzazione dei rifiuti industriali, l’autorizzazione per la realizzazione dell’impianto di Ceccano, in provincia di Frosinone.
L’autorizzazione rappresenta una tappa fondamentale per lo sviluppo di una filiera europea più circolare e resiliente. I magneti permanenti, presenti in diverse apparecchiature elettriche ed elettroniche, contengono elementi delle terre rare: materiali essenziali per molte tecnologie legate alla transizione energetica e digitale, ma caratterizzati da catene di approvvigionamento concentrate e spesso vulnerabili.
Attraverso la valorizzazione dei magneti provenienti dai RAEE, INSPIREE punta a ottenere ossidi e ossalati di terre rare, trasformando una frazione complessa dei rifiuti elettronici in una risorsa ad alto valore strategico. Il progetto contribuisce così a rafforzare l’autonomia europea nell’accesso alle materie prime critiche, promuovendo al tempo stesso un uso più efficiente delle risorse.
Nei 33 mesi trascorsi dall’avvio delle attività, i partner hanno lavorato alla messa in sicurezza dei flussi di approvvigionamento, alla costruzione di collaborazioni e al coinvolgimento di stakeholder lungo la filiera. Con il via libera alla realizzazione dell’impianto, il progetto si avvicina ora alla fase di applicazione su scala industriale.
Questo risultato conferma il ruolo centrale dell’innovazione nella gestione dei RAEE e nella valorizzazione delle materie prime seconde. Per l’Europa, recuperare terre rare dai magneti permanenti significa ridurre la dipendenza dalle importazioni, creare nuove opportunità industriali e favorire modelli produttivi più sostenibili.
Con questa nuova fase, INSPIREE prosegue il proprio percorso insieme a Itelyum e agli altri partner (Erion, Università degli Studi dell’Aquila, EIT RawMaterials, Glob Eco Srl) con l’obiettivo di portare sul mercato una soluzione concreta e replicabile per il recupero delle terre rare dai rifiuti elettrici ed elettronici.